Ransomware: i consigli del Garante privacy per difendersi dal programma che prende “in ostaggio” pc e smartphone

Il ransomware è un programma informatico dannoso diffuso per infettare un dispositivo elettronico (pc, tablet, smartphone, smart tv), bloccandolo o criptandone i contenuti (foto, video, file), al fine di chiedere un riscatto in denaro (in inglese, ransom) al legittimo proprietario dei dati perché siano “liberati”.

Davanti all’aumento di questo tipo di attacchi informatici, il Garante per la protezione dei dati personali pubblica una pagina informativa con alcune regole basilari per conoscere meglio questo malware e mettere in campo alcuni accorgimenti utili per non esserne vittima o per tentare di liberarsene nel caso in cui i dispositivi utilizzati siano già stati infettati e vi sia stata una richiesta di riscatto.

Come difendersi?

Per prima cosa bisogna evitare di aprire messaggi provenienti da soggetti sconosciuti o con i quali non si hanno rapporti, e non cliccare su collegamenti a siti sospetti.

È importante installare un antivirus e mantenere aggiornato il sistema operativo. Nonché effettuare backup periodici dei contenuti.

La scheda, disponibile alla pagina del Garante Privacy, è parte di una serie di prodotti di divulgazione ideati dal Garante per sensibilizzare gli utenti sulle diverse tematiche connesse alla protezione dei dati personali, in particolare quando si usano le nuove tecnologie.

 

 

 

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