Microsoft riduce della metà la raccolta dati di Windows 10

Microsoft ha dimezzato il volume di dati raccolti relativi agli utenti di Windows 10 grazie alle nuove modifiche relative al trattamento dei dati introdotte recentemente.

Infatti, mentre prima l’utente non aveva la possibilità di impostare le opzioni relative alla privacy, oggi è possibile decidere quali dati trasmettere a Microsoft: selezionando l’opzione di telemetria ‘Base’, il sistema operativo fa in modo che l’utente  abiliti o disabiliti  il tracciamento della navigazione web al fine di produrre annunci personalizzati. Inoltre, Windows 10 ha adottato il sistema del PIN per accedere ai servizi online di Microsoft.

Le autorità francesi contro Microsoft

Le modifiche fatte da Microsoft sulla gestione delle privacy sono state prese in risposta alla minacciata multa evocata dalla Commissione francese dell’informatica e delle libertà (CNIL); l’anno scorso infatti, il CNIL ha emesso un avviso formale contro Microsoft, definendo insufficienti i sistemi di sicurezza di Windows 10 che a loro dire violava le norme sulla protezione di dati vigenti in Francia.

La CNIL ha inoltre criticato la raccolta di dati irrilevanti o eccessivi, la mancanza di un’opzione per bloccare i cookie e il fatto che i dati venivano trasferiti all’esterno dell’UE su quello che Microsoft definiva un canale sicuro e che invece i francesi consideravano inadeguato rispetto alla salvaguardia dei dati degli utenti.

Anche la Corte di giustizia dell’Unione Europea ha bocciato il sistema usato da Microsoft nel 2015.

Dopo questo verdetto, Microsoft ha chiesto alla CNIL ulteriore tempo per poter cambiare il modo in cui Windows 10 raccoglieva i dati, e la CNIL aveva concesso tre mesi per l’adeguamento. Nel novembre 2016, Microsoft ha chiesto più tempo per completare l’upgrade di tutti i sistemi, arrivando a maggio a completare l’opera. La CNIL infatti ha annunciato il mese scorso che Windows 10 è ora conforme alle norme che tutelano i dati personali in Francia, e come tale, ha sospeso la procedura di infrazione.

Prepararsi alla conformità all’RGPD

Microsoft è stata in grado di adeguarsi in tempo alle attuali normative di protezione dei dati dell’UE, e anticipare l’entrata in vigore del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (RGPD), che avverrà nel maggio 2018.

Le aziende che infrangeranno il Regolamento potranno essere multate fino al 4% del fatturato globale annuo o fino a 20 milioni di euro.

Per tutti questi motivi, è necessario iniziare immediatamente a prepararsi in modo tale da avere una conoscenza pratica dei requisiti richiesti dal nuovo RGPD e le implicazioni che esso avrà sui meccanismi aziendali.

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