Il regolamento Privacy (RGPD) sta arrivando: cosa pensano veramente i consumatori?

Per rispondere a questa domanda, un sondaggio realizzato da Pegasystems ha intervistato 7.000 consumatori in sette paesi europei, per valutare il loro atteggiamento nei confronti della imminente normativa. Il sondaggio ha rivelato che la maggioranza dei consumatori europei approfitterà del nuovo diritto di accesso ai dati ai sensi del GDPR.

Tra i principali diritti introdotti dal GDPR, il diritto di accesso e cancellazione sono in cima alla classifica.

Ecco in dettaglio ciò che gli utenti apprezzano di più:

Accesso ai dati: Fondamentalmente, i consumatori vogliono sapere quali dati le aziende hanno su di loro.

Cancellazione: Al di là della semplice conoscenza dei dati, gli utenti vogliono essere in grado di eliminarli, il che potrebbe significare guai per i professionisti del marketing in futuro.

Decisioni automatizzate: Le aziende che utilizzano l’intelligenza artificiale per generare nuove informazioni sui propri clienti potrebbero non essere in grado di utilizzare tali dati in futuro.

Il sondaggio rivela come i consumatori sono a disagio con le aziende che memorizzano anche le forme più elementari di dati personali, persino i dati che aiutano le aziende a fornire migliori servizi.

Gli intervistati sono d’accordo con le aziende che memorizzano informazioni di base, come i nomi (il 76%) e gli indirizzi email (74%). I numeri scendono notevolmente per altri “principi fondamentali” come gli indirizzi postali (solo il 56% ne approva l’utilizzo).

Sorprendentemente, i clienti vedono negativamente anche la gestione dei dati che potrebbero aiutare le aziende a fornire un servizio migliore, compresa la cronologia degli ordini (solo il 44% approva), i registri dei contatti (21%), la cronologia di navigazione (16%).

Gli intervistati sono molto cauti riguardo alle aziende che trattengono informazioni da terzi (solo il 4% approva), geolocalizzazione in tempo reale (5%) e attività sui social media (7%). L’8% dei consumatori non ritiene che le aziende debbano conservare alcun dato personale.

I consumatori che meno si fidano dei rivenditori che elaborano i loro dati: Gli italiani hanno maggiori probabilità di esercitare i loro diritti con il GDPR.

I rivenditori hanno ragione ad essere preoccupati per il GDPR: il 45% degli intervistati ha selezionato il settore della vendita al dettaglio come il settore in cui si sentono meno a proprio agio relativamente all’archiviazione dei propri dati personali, seguito dal settore delle telecomunicazioni (16%) e governo (15%). Tra i sette paesi dell’UE intervistati (Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Svezia, Italia e Paesi Bassi), le prime tre nazioni con maggiori probabilità di utilizzare i loro diritti GDPR sono l’Italia (il 90% prevede di utilizzare i diritti GDPR), seguita dalla Spagna (89%) e Francia (86%).

La tua azienda è preparata per l’RGPD?

Per avere una visione completa delle nuove norme, ti consigliamo la lettura della nostra: UE-RGDP: Guida tascabile

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