Attacco hacker al sito Inas-Cisl: online dati di 37.500 iscritti

I dati personali di 37.500 iscritti al sito web del Patronato Inas-Cisl (indirizzo di posta elettronica, password, numero di telefono e professione) sono stati resi pubblici online in seguito ad un attacco hacker contro il sito web.

Come da disposizioni del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), il Patronato ha provveduto a comunicare all’autorità garante (Garante Privacy) la violazione dei dati entro le 72 ore di tempo a disposizione. La denuncia è stata depositata anche presso la Polizia Postale.

L’attacco è stato rivendicato da @LulzSecItalia in un tweet:

In una nota sul sito web del Patronato, viene comunicato che i dati sottratti sono quelli relativi alla registrazione al sito e non quelli relativi a pratiche aperte presso le sedi del Patronato e che sono in corso delle verifiche approfondite per ripristinare il servizio di accesso all’area personale nel minor tempo possibile.

Come fare per prevenire una perdita di dati simile? Ingaggia un hacker

Si, hai letto bene. Esistono gli ethical hacker, o white-hat hacker, ossia hacker che lavorano con le organizzazioni per testare la resistenza delle misure di sicurezza dell’azienda. In pratica, conducono un attacco informatico, senza però rubare alcun dato. Lo scopo è la verifica della resistenza delle reti, delle applicazioni web e dei sistemi alle intrusioni esterne.

Come avviene tutto ciò? Tramite un penetration test.

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