64% degli italiani chiede maggiore controllo sui propri dati personali

In concomitanza con l’entrata in vigore del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati dell’UE (RGPD), l’agenzia media e di comunicazione PHD Italia ha pubblicato la ricerca “L’insostenibile leggerezza del dato”, che rivela l’atteggiamento degli italiani nei confronti della protezione dei loro dati personali.

Italiani preoccupati ma disattenti

Secondo la ricerca, il 62% degli italiani è preoccupato per la loro privacy online e per il 67% questa preoccupazione è aumentata rispetto al passato (lo scandalo Cambridge Analytica ha contribuito a questo aumento).

Nonostante la preoccupazione, solo il 50% si definisce attento alla propria privacy online. Infatti, il 38% dichiara di dare il consenso al trattamento dei dati personali senza andare a leggere nello specifico l’informativa sulla privacy.

RGPD e i diritti per gli utenti

Secondo la ricerca, il 64% degli italiani “vorrebbe avere un maggiore controllo sulle informazioni che fornisce alle aziende”. E grazie al RGPD, gli utenti possono ora godere di una serie di diritti a tutela dei propri dati personali:

  1. Diritto di accesso – Accedere ai propri dati personali detenuti e trattati dall’azienda;
  2. Diritto di rettifica – Domandare la rettifica dei propri dati personali inesatti;
  3. Diritto alla cancellazione – Richiedere la cancellazione dei propri dati personali;
  4. Diritto di limitazione del trattamento – Limitare il trattamento dei propri dati da parte dell’azienda;
  5. Diritto alla portabilità – Trasmettere i propri dati personali da un titolare del trattamento ad un altro;
  6. Diritto di opposizione – Opporsi al trattamento dei propri dati.

Maggiore trasparenza del trattamento

Il 31% del campione dichiara che le proprie scelte di acquisto “potrebbero essere influenzate dal livello di trasparenza sul trattamento dei dati offerto dall’azienda che propone il prodotto o servizio che intendono acquistare”. Ed anche in questo caso, il RGPD viene in aiuto degli utenti obbligando le aziende a “informazioni, comunicazioni e modalità trasparenti per l’esercizio dei diritti dell’interessato”, come prevede l’Art 12.

RGPD nella tua azienda

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